Quando i fili di pasta rappresentano il desiderio di sostenere l’altro

Nutro da sempre la convinzione che la mia mission sia quella di fare ogni giorno un passo in più per migliorare il pezzo di mondo in cui vivo. Ho sempre creduto di dover fare la mia parte, anche se piccola, anche se “di poco conto”. “Guardami Oltre…!” (Sanremo per il sociale) è stato un po’ questo per me. Ho avuto l’occasione di dare il mio contributo a sostegno dei progetti realizzati da persone più fragili, in uno scambio in cui è chi dona a ricevere di più.

Quando mi è stato proposto di partecipare a questa iniziativa con i prodotti della mia terra, non ho avuto alcuna esitazione. Come succede quando si ascolta il richiamo delle cose ataviche che dimorano dentro di noi.

Azienda Agricola Vestri - partner Guardami OltreDiventare partner della manifestazione Guardami Oltre e poter donare la pasta. Donare cibo crea un rapporto speciale fra le persone, perché il cibo è sostentamento, è desiderio di prendersi cura dell’altro.

 

Loredana Parisi consegna la pasta Vestri alla manifestazione Guardami Oltre.jpgLoredana Parisi consegna la pasta Vestri alla manifestazione Guardami Oltre

Gioielli di pasta

I fili di pasta, a sottintendere questa volontà di unione, si sono magicamente intrecciati in due bellissimi gioielli. Una collana tribale ed una spilla. La prima realizzata dall’artista Valentina Gaudiosi, la seconda nata dalla creatività e dalla passione di Ezia Pentericci e Monica Macelloni, le anime meravigliose dell’Archivio Storico del Frutto e del Fiore di Firenze.

I due gioielli sono stati indossati durante la manifestazione dalla presentatrice Patrizia del Vasco e dalla mia amica Loredana Parisi, fondatrice di PiantaGrani. È stata una grande emozione vedere i frutti della mia terra diventare ancora più preziosi nell’atto di abbracciare l’altro. E diventare simbolo di unione.

Le storie

Guardami Oltre mi ha permesso di ascoltare le storie delle persone che con dignità affrontano i loro problemi e che con il loro esempio sono da stimolo ad agire, nel rispetto dei valori più autentici. Come ha detto Patrizia del Vasco, la meravigliosa ideatrice di questa manifestazione, “non si può vivere solo per se stessi, è solo insieme che si è veramente felici”.

Prima di tutto insieme alle persone fragili che hanno raccontato le loro storie bellissime, di sofferenza ma anche di coraggio e di amore.

Dagli adolescenti in cura presso il reparto di Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, che sono diventati portatori di speranza con le loro parole in musica che inneggiano alla felicità, nonostante la malattia. Alla Fondazione Rione Sanità di Napoli, che opera con l’infanzia a rischio, per arginare il disagio dei più giovani. Fino alla Onlus Never Give Up di Roma, che si occupa di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

A Guardami Oltre non poteva mancare un incontro con la musica ed è avvenuto con il maestro Peppe Vessicchio che nel corso del suo intervento ha usato parole semplici per spiegare un concetto che semplice non è. Tutto quello che facciamo nella nostra vita influisce sul nostro benessere, anche un gesto scontato come ascoltare una canzone che ci piace. In questo modo, infatti, si possono attivare delle “vibrazioni” che ci interconnettono con le parti più profonde di noi stessi e con il mondo circostante, alla ricerca di un equilibrio non facile da trovare e mantenere.

Quindi non mi ha stupita ascoltare i risultati di alcuni studi, secondo cui coltivare i pomodori con il sottofondo della musica di Mozart ha dato migliori risultati in termini di produzione, rispetto alle coltivazioni senza musica.

Immagino già la mia vigna o il mio campo di grano beneficiare della forza delle vibrazioni prodotte dalla musica di Mozart insieme al vento, al sole, all’acqua e alla benedizione della natura stessa.

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