La “fede” del piccolo seme ed il pensiero emozionale

Nella mia vita attuale ricorrono in modo frequente comparazioni con la metafora del seme.

È successo domenica scorsa, durante la celebrazione della Santa Messa, ascoltando le parola del Vangelo: “…se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto…”. I canti delle suore rafforzavano il concetto parlando dei prodotti della terra, il pane e il vino.

Questi temi ricorrono anche nelle letture che faccio. Nel libro “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill si parla di fede ed egli sostiene che un pensiero unito alle emozioni e ai sentimenti costituisce una forza magnetica che attira altri pensieri simili o affini, proprio come un piccolo seme che, piantato in un terreno fertile, germina, cresce e si moltiplica, fino a produrre milioni di semi dello stesso genere.

Quando dico che la Natura sa da sola cosa deve fare è questo ciò che intendo: il seme ci crede, ha fede, si fida della terra e perciò di anno in anno si amano, si rispettano ed entrambi coltivano lo stesso progetto di crescere e moltiplicarsi e non hanno titubanze, sanno dove vogliono arrivare.

Citando Napoleon Hill: “La fede è il fondamento di ogni miracolo e di tutti i misteri non analizzabili con le regole scientifiche! È l’unico antidoto contro il fallimento”.

L’immagine che introduce le mie parole è il dipinto “Il Seminatore” di Vincent Van Gogh.

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