I 4 pilastri dell’agricoltura naturale

L’agricoltura naturale si fonda sul principio generale secondo il quale l’uomo e la natura vivono in armonia tra loro, in un rapporto di reciproco rispetto. Ne consegue che l’uomo non può modificare il ritmo della natura per perseguire i suoi scopi produttivi. È importante rispettare il ciclo delle stagioni e soprattutto il suolo, che non deve essere sfruttato in modo improprio.

L’agricoltura naturale, secondo il metodo giapponese, è applicata con successo nella nostra Azienda Agricola Vestri, situata in Toscana, attraverso il rispetto dei suoi principi fondamentali. Vediamoli di seguito.

Assecondare il terreno

La terra va capita e va arata in base alle necessità. Questo principio non è di facile attuazione perché gli uomini sono stati abituati da sempre ad arare la terra. A lavorarla in profondità, con la convinzione di farla diventare più fertile. In realtà sono le radici delle piante ed i microrganismi presenti in modo naturale nel suolo a “lavorare” la terra, senza bisogno di alcuna altra attività.

Non usare concimi

Altra pratica molto diffusa è concimare i suoli, con l’intenzione di aggiungere sostanze che possano aumentarne la fertilità. In questo modo, però, si ottiene l’effetto contrario di sfruttare e impoverire i terreni. Secondo l’agricoltura naturale non bisogna usare concimi chimici perché la terra ha in sé tutto il necessario per dare frutto.

Non combattere ma controllare le piante spontanee

Questo terzo principio discende direttamente dal precedente. Così come non si devono usare concimi chimici, allo stesso modo non si devono contrastare le erbe spontanee ricorrendo a sostanze sintetiche. Le erbe spontanee non devono essere eliminate del tutto, devono solo essere controllate con metodi naturali. Anch’esse, infatti, hanno un preciso ruolo nella fertilità dei suoli e nella creazione di un ecosistema virtuoso.

Non usare prodotti chimici per combattere le malattie delle piante

È del tutto normale che le piante possano essere attaccate da agenti nocivi. Ciò che fa la differenza è il modo che si sceglie per il trattamento. Secondo l’agricoltura naturale non bisogna ricorrere a soluzioni chimiche e lasciare che le piante reagiscano da sole. Se lasciamo fare alla natura lei sa come fare tutto.

In conclusione, un breve stralcio tratto da “L’Orologio degli organi” in cui si capisce bene il valore dell’equilibrio, che deve essere perseguito, fra l’uomo e la natura.

“… Come la natura e il cosmo intero, ogni singolo individuo sottostà a un principio onnipervasivo: non è la misura di tutte le cose e l’unico dominatore dell’universo, ma ne è una minuscola parte, una rotella dell’ingranaggio. Soltanto se tutte le cose sono concatenate senza intoppi e sintonizzate fra loro in armonia, il mondo può procedere senza ostacoli. Tutto è interdipendente e indissolubilmente interconnesso. Non appena un settore si indebolisce, questa debolezza si ripercuote su tutti gli ambiti dell’esistenza.

Per questo la salute e il benessere duraturo possono essere ottenuti solo se l’essere umano vive in armonia e in sintonia con la natura, se non disturba il ciclo perenne, per esempio sfruttando o sprecando energie e risorse. Ciò significa che l’uomo deve adeguarsi al mutare delle stagioni, al ritmo della natura e agli influssi macrocosmici annuali, in modo da non provocare disarmonie che possano compromettere il delicato equilibrio. Solo in una convivenza armoniosa con la natura l’uomo può trovare la pace interiore e la tranquillità…”

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