Gli #agricolti: fatica e conoscenza per un’agricoltura secondo natura

Rigenerante e stimolante. È stato questo per me incontrare la grande comunità di Terra Nuova Festival che si è ritrovata a Camaiore (Lucca) nel fine settimana del 26 e 27 maggio. Sono entrata in contatto con persone speciali, che con me condividono la passione per il ritorno ad una vita che segua e rispetti i ritmi della natura.

Abbiamo parlato di coltivazioni biologiche e riscoperta della biodiversità. Il mio intervento, in particolare, era inserito nel dibattito “Gli #Agricolti, dai grani antichi alla nuova agricoltura“. E così ho scoperto che qualcuno ha dato un nome a quello che faccio da tempo: #agricolto.

Ma chi è un #agricolto e come nasce questo termine?

Il termine, che poi è diventato anche un ashtag diffuso sui social network, è stato coniato dall’attore-contadino Andrea Libero Gherpelli, un volto noto per gli appassionati di fiction tv. Lo abbiamo visto, infatti, in Don Matteo,  Squadra Antimafia, Nero Wolfe.

La definizione di #agricolti – “Gli #agricolti non hanno paura della fatica, che la terra è bassa ed il sole caldo, né tanto meno dello studio. Ricercano e praticano. Gli Agricolti elaborano e generano. Raccontano un altro modo di fare agricoltura…” – è per me come una seconda pelle, in cui non posso che sentirmi a mio agio.

Esprime il mio impegno di tanti anni per ritornare ad un modo più naturale di fare agricoltura, con rispetto e amore. Senza, però, nessuna improvvisazione perché solo con lo studio e la competenza si può veramente costruire qualcosa. E l’agricoltura non è differente, anzi richiede più determinazione perché è fatta di duro lavoro e insegna a prendere quello che c’è di buono in ogni cosa. Malgrado le intemperie che arrivano quando il raccolto è pronto, la pioggia incessante e la primavera che tarda ad arrivare. Come la Natura, che segue il suo ciclo vitale in modo instancabile.

Al Terra Nuova Festival ho avuto l’occasione di spiegare il modus operandi dell’Azienda Agricola Vestri. Ogni anno facciamo le analisi del suolo per verificare che il terreno sul quale coltiviamo il grano non “soffra”. E i risultati dicono che il terreno non soffre, che le caratteristiche organolettiche del grano sono perfette. Coltiviamo grani antichi toscani da cui otteniamo farina macinata a pietra e con quella facciamo la pasta.

Seguendo un percorso che va dal campo al piatto, senza aggiungere niente o modificare i ritmi della natura.

Al dibattito, moderato da Gabriele Bindi, hanno preso parte anche l’attore-contadino Andrea Libero Gherpelli, l’agronomo Alessando Marino Merlo, Matteo Martorana dell’Azienda Agricola Al Campo e Monia Caramma di AgriCultura Biologica.

Alcuni scatti dal Terra Nuova Festival

 

Qui sono con (da sinistra): Andrea Libero Gherpelli (attore-contadino), Alessando Marino Merlo (agronomo), Matteo Martorana (Azienda Agricola Al Campo), Monia Caramma (AgriCultura Biologica), Gabriele Bindi (scrittore e moderatore del dibattito).

Qui sono al tavolo degustazioni: pizza e pane sono opera del Forno Sartoni di Firenze, fatti con la farina di grano antico Gentil Rosso dell’Azienda Agricola Vestri. La pasta, invece, era in vendita presso lo stand di Shumei Associazione Italiana.

 

Per approfondire

https://www.terranuova.it

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